Alemanno contro i Centri Commerciali
«I commercianti subiscono un doppio attacco, sul versante alto per la diffusione dei centri commerciali che spesso non discendono da una reale esigenza di commercio ma da un´urbanistica malata che tende a creare grandi spazi commerciali schiacciando la realtà della piccola e media impresa. E dal basso: con l´abusivismo commerciale e la contraffazione». E´ il primo intervento quello del sindaco Gianni Alemanno e l´atmosfera, ieri - alla sala Sinopoli dell´Auditorium stracolma per la assemblea annuale di Confesercenti - si riscalda subito. Nonostante l´aria condizionata. La soddisfazione in platea, per la bordata tirata dal primo cittadino contro i giganti commerciali che affossano le piccole aziende, è palpabile.
Una posizione chiara e determinata per Alemanno, corteggiato in campagna elettorale dalle associazioni del commercio che da tempo chiedono di arginare il proliferare degli shopping center. L´ultimo, è stato aperto questa settimana sulla Cristoforo Colombo: Euroma2: 230 tra negozi e ristoranti con una fetta di città andata in tilt per il gran traffico. Non sarà casuale che all´inaugurazione c´erano miglia e miglia di persone: unico missing Alemanno che dal palco dell´Auditorium ha concluso rivolgendosi ai commercianti: «Ogni sindaco, soprattutto quello delle grandi metropoli, deve essere al vostro fianco per combattere la grande sfida per un commercio libero, contro l´abusivismo e contro i grandi centri commerciali». E giù gli applausi.
Ma di centri Roma se ne dovrebbero fare ancora perché la loro costruzione è prevista dai cosiddetti "articoli 11", piano di recupero urbano delle periferie. Una decina, secondo programma, le inaugurazioni ancora sulla carta. E la cosa certo non dispiace a chi della grande distribuzione è promotore. Come Giuseppe Codispoti, vice presidente della Lega Coop Lazio. «E´ una politica cieca - spiega - Perché realtà come Euroma2 danno lavoro a miglia di persone. Duemila, nel caso specifico». Per Codispoti, Roma tra le metropoli, è quella con la maggior incidenza di grandi superfici commerciali. «Quello che va messo in discussione non è lo sviluppo del commercio ma il metodo con cui si aprono i centri. - afferma -. Prima di inaugurali dovrebbe esser collaudato il piano di viabilità. Ci sono i parcheggi? Ci sono le strade? Sì. Bene. Apriamo».
Il vero problema semmai dice « è che serve il cambiamento profondo della legge 33 del ´98 adeguandola alle nuove realtà e alle liberalizzazioni della Bersani. Perché nessuno dice di cavalcare lo sviluppo senza regole». Serve invece, per il vice presidente delle Coop laziali, un nuovo piano «che venga approvato in tempi rapidi, tenendo conto dei vincoli della legge regionale. Altrimenti Roma rischia l´immobilità». E su questo fronte, Coop e Conad, nei prossimi giorni, insieme ad altre organizzazioni della grande distribuzione si faranno promotrici di iniziative comuni «per stimolare con proposte - afferma Codispoti -l´azione della Pisana e del Campidoglio».