Che bello, riparte il campionato! Da abbonato per la terza stagione arrivo accaldato e sudato ai soliti seggiolini. In tre anni mi son sempre chiesto "ma perchè la stampa inventa i pericoli dello stadio?".
La partita parte, per tener fede al proprio sostantivo, i 5000 napoletani dove saranno, mi chiedo. C'è un centinaio di sparuti partenopei che provano a contrastare il tifo giallorosso, ordinaria amministrazione.
Poi arriva l'intervallo, e con lui l'ingresso di migliaia di altri napoletani che danno vigore alla propria squadra in svantaggio, galvanizzandola e portandola al meritato pareggio.
Poi la tranquillità viene esaurita. Fumo, violenza, petardi. Liberi di romperci i coglioni. Dov'erano gli steward, i carabinieri, i celerini, l'esercito, Alemanno, la Provvidenza Manzoniana? Solo sulla carta stampata.
Il tifoso ospite napoletano merita di tornare in III categoria, fra i beceri paesani della sottocultura provinciale. Gente da Favelas e serramanico.
Ecco il resto della cronaca:
Una giornata da dimenticare per i tifosi del Napoli in trasferta per la sfida con la Roma: un treno preso in ostaggio alla stazione di Napoli con i passeggeri - incredibile ma vero - invitati dal personale delle Fs a scendere e trovarsi un altro convoglio. E, d'altra parte, gli stessi controllori delle Ferrovie hanno tentato di governare il caos, controllando biglietti e tagliandi per lo stadio, ma in quattro sono rimasti contusi.
Poi l'arrivo, in ritardo, alla stazione Termini con scene da tifo violento, e l'arrivo all stadio. Dove fanno la loro comparsa i fazzoletti per coprire i volti, armi contundenti (è stato sequestrato un martello), petardi: e parte l'assalto ai cancelli dell'Olimpico.