Banda Magliana: via da Sant'Apollinare la salma di Renatino
Si attendono i test del Dna del materiale organico - peli, capelli e altro - trovati dalla polizia scientifica dell' Ert (Esperti Ricerca Tracce) in una cella sotterranea, nascosta da un muro, in via Pignatelli, a Monteverde, indicata dalla superteste Sabrina Minardi come il luogo in cui Emanuela Orlandi fu tenuta prigioniera da membri della banda della Magliana, per ordine di Enrico De Pedis, "Renatino", all' epoca amante della donna. Proprio il muro avrebbe preservato (senza dunque inquinarli, per esempio, con la rottura delle fognature verificatasi 10 anni fa) i campioni biologici intatti. Secondo le dichiarazioni della Minardi la prigione sotterranea - una stanza e un piccolo bagno - era stata allestita da Danilo Abbruciati (ucciso nell' 82) per nascondervi le persone sequestrate dalla banda di Enrico De Pedis. Proprio i familiari di De Pedis hanno fanno sapere che la tomba di Renatino, dopo che la magistratura avrà effettuato tutte le indagini, sarà spostata e la salma cremata, perché - ha dichiarato il legale Lorenzo Radogna - «la famiglia dopo tanti anni intende mettere fine a questa storia». Intanto gli investigatori cercano conferme alle altre dichiarazioni rilasciate dalla Minardi. Il procuratore aggiunto Italo Ormanni, insieme ai pm Simona Maisto e Andrea De Gasperis dovrà sentire le persone che la donna ha indicato come destinatarie delle sue confidenze sulla Orlandi. Saranno svolti accertamenti sui personaggi che secondo la Minardi sarebbero coinvolti nel rapimento. Sarà verificata l' esistenza dei luoghi d' incontro (ristoranti, case, bar) elencati dall' ex amante di Renatino. Ieri è stato anche ascoltato Massimo Carminati, ex terrorista nero dei Nar, amico del De Pedis, con lui imputato e poi assolto per il delitto del giornalista Mino Pecorelli, che avrebbe dichiarato ai pm di non credere nel coinvolgimento di De Pedis nel rapimento. Carminati all' epoca della sparizione della Orlandi era detenuto. La Minardi, riferendosi al Carminati come «quello a cui manca un occhio», lo ha indicato come colui che sarebbe andato a Londra per «fare il servizio» al banchiere Roberto Calvi (trovato morto nel giugno 1982). Ma Carminati dall' aprile del 1981 si trovava in carcere, dove rimase fino alla fine dell' 83. In Procura, intanto, si rimettono in fila gli elementi raccolti nell' imminenza della scomparsa della Orlandi, avvenuta il 22 giugno 1983. In particolare le registrazioni delle telefonate di "Mario" e "Pierluigi", che si ritengono più credibili di altre perché permisero di trovare tracce di Emanuela (come un biglietto in cui era scritto «Cari mamma e papà non state in pensiero per me io sto bene» e altro), ricevute dalla famiglia della ragazza nell' estate del 1983.
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