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Caso Orlandi, si pensa alla riesumazione

Gli inquirenti romani titolari dell'inchiesta su Emanuela Orlandi potrebbero prendere in esame la possibilità di chiedere al Vaticano di ispezionare la tomba di De Pedis. A piazzale Clodio potrebbe essere valutata a breve la possibilità di verificare se la chiesa romana di Sant'Apollinare, dove si trovano i resti di "Renatino", ucciso nel febbraio 1990, sia o meno sotto la giurisdizione dello Stato Vaticano. L'eventuale ispezione della tomba, che comunque dovrebbe essere autorizzata dalla Santa Sede, è stata più volte sollecitata dai familiari di Emanuela Orlandi.

Tra l'altro, in una puntata del programma "Chi l'ha visto" di qualche anno fa andò in onda la telefonata di un uomo il quale sosteneva che per scoprire la verità sulla ragazza scomparsa 25 anni fa si doveva "andare a vedere nella tomba di De Pedis". In passato, alla richiesta di notizie sui motivi della sepoltura di "Renatino" a Sant'Apollinare, il Vaticano non ha mai risposto agli inquirenti. Nel 2005 inoltre il Vicariato di Roma non autorizzò la riesumazione del cadavere di De Pedis.

Il rettore della chiesa. "Le valutazioni competono ai magistrati, al Vicariato di Roma e alle famiglie coinvolte; se la decisione venisse presa da queste istituzioni, in maniera regolare, io non avrei certo niente da ridire". Lo ha dichiarato a "24 minuti", free press del gruppo "Il Sole 24 Ore", don Pedro Huidobro, rettore della chiesa di Sant'Apollinare.

Il mistero della sepoltura. A parlare del mistero della sepoltura è stata la stessa Minardi agli inquirenti: secondo la donna, la sepoltura nella basilica scaturì dalle offerte, di svariati miliardi a quanto pare, fatte dalla moglie di De Pedis. Nella basilica vicino Piazza Navona venne sepolto De Pedis, dopo essere stato ucciso a colpi di pistola, nelle camere mortuarie sotterranee della basilica il 24 aprile 1990, dopo una prima tumulazione frettolosa al Verano. E secondo la 'leggenda' che aleggiava sul caso Orlandi i resti di Emanuela Orlandi riposerebbero proprio dietro la lapide con inciso il nome di De Pedis.

I motivi del rapimento. Intanto emergono altri particolari dell'interrogatorio di Sabrina Minardi, ex amante del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis, detto Renatino. Emanuela Orlandi, secondo la donna, sarebbe stata sequestrata perché il padre Ercole, commesso della prefettura della Casa pontificia, avrebbe avuto tra le mani alcuni documenti che non avrebbe dovuto vedere. La testimone delle indagini sul rapimento della ragazza riferisce confidenze che le avrebbe fatto il suo compagno di allora sotto l'effetto di cocaina. De Pedis le avrebbe ripetuto più volte che si trattava di un gioco di potere.

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