Chiave per Due al Teatro Sala Umberto dal 25 novembre al 14 dicembre
Chiave per due è una pochade inglese del 1982, dal ritmo inarrestabile che mette a nudo le difficoltà che da sempre la così detta società civile, incontra quotidianamente nel sostenere l’istituzione del “matrimonio”. La forza del testo è in una scrittura elegante ed incalzante al tempo stesso che impone agli interpreti ritmi vertiginosi, dando vita ad una cinica satira che scorre sotto il meccanismo degli equivoci. La protagonista femminile,Enrichetta , sopravvive da anni grazie alla relazione con due uomini sposati, situazione che riesce a sostenere mediante l’invenzione di una opprimente, fantomatica ed immaginaria madre che al momento opportuno interviene cacciando di casa l’uno o l’altro amante.
Tutto funziona alla perfezione finchè non arriva in casa la sua amica del cuore, Anna, disperata e decisa a separarsi dal marito. Da questo momento, l’appartamento diviene per i protagonisti il luogo deputato per poter distruggere ognuno la propria vita matrimoniale. Ogni attimo potrebbe essere quello fatale, il gioco diviene con il passare del tempo sempre più appassionante fino a giungere ad un finale veramente……….a sorpresa.
Per i personaggi, l'unico riferimento è il proprio vantaggio, senza prestare alcuna attenzione agli altri. In questo, Chiave per due è anche la satira di una società in cui un personaggio (Enrichetta) può dire in tutta serietà, riferendosi al fatto di avere due amanti: «Se non fossimo afflitti da questa grave crisi economica, ce la farei con uno solo».
NOTE DI REGIA
“Chiave per due”, un testo di due autori inglesi che, su una macchina simile a quelle di Faydeau, hanno costruito un gustoso intrigo di amanti che arrivano e partono senza incontrarsi mai fino a quando un incidente di percorso, complice un rombo scivoloso, non costringe la scaltra padrona di casa a far convivere sotto lo stesso tetto i due amanti. Il tutto è condotto con sapienza fino ad un finale pirotecnico con mogli agguerrite, vecchi spasimanti che tornano da lontano e quant’altro una farsa degna di questo nome può prevedere. Un altro pregio ha la commedia ed è quello di svolgere, tra una battuta e l’altra, una pungente satira sulla consuetudine inglese di nascondere sotto un manto di intransigente puritanesimo una vocazione decisamente libertina. Purtroppo questo aspetto, in questa edizione, non può essere reso a pieno per ovvi motivi di differenze culturali. L’azione della nostra messa in scena si svolge in un imprecisato luogo rivierasco presumibilmente tra Napoli e Roma e imprecisato, anche se contemporaneo, è il tempo dell’azione.
Grande è stata la gioia di lavorare a questo progetto con una compagnia di attori che, seppur giovani, hanno un bagaglio di esperienza notevole. E grande è stato il divertimento a inventarci tante trovate per rendere più godibile e divertente la già sapida commedia. Una di queste trovate è stata quella di mettere tutti gli ambienti, anche solo citati nel testo, a vista sì da rendere visibile contemporaneamente più azioni, quella principale data dal copione e tutte le altre solo descritte o solo intuibili. Abbiamo complicato, insomma, un po’ di più la situazione con la certezza di dare allo spettatore un maggiore e più variegato divertimento.
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