Delibera mercati coperti di Roma: i primi malumori
Roma non ha soldi. La capitale, il centro del paese e della politica, non riesce a chiudere i conti in attivo. Da tempo tutto sembra non riuscire a completarsi. E così per ovviare a una serie di piccoli problemi, sparsi ormai in quasi ogni angolo del tessuto urbano, la soluzione più immediata e semplice è risultata mescolare gli interessi pubblici con quelli privati. La delibera per i mercati coperti siti in tre storici luoghi della città ne è un esempio.
Circa due anni fa il Consiglio comunale lascia passare un’insolita delibera, voluta dall’assessore al Patrimonio Alfredo Antoniozzi, che stabiliva la cessione alla società Cam del costruttore Marinelli delle aree di tre mercati storici in zona Parioli, San Giovanni e nel quartiere Trieste, in cambio di parcheggi.
L’intervento comprendeva inoltre la possibilità per la ditta di poter riqualificare una serie di stabili circostanti le suddette aree per ottenere un congruo numero di alloggi destinati all’housing sociale. In parole povere, la società ha il potere di abbattere e riedificare edifici siti in spazi pubblici, senza aver avuto accesso a tale progetto con normale bando di concorso e senza effettive stime non solo del valore dei suddetti immobili, ma anche senza aver effettuato e presentato specifiche perizie del suolo per la messa in sicurezza anche degli altri stabili presenti nei dintorni delle aree interessate.
I dubbi sulla delibera
La tesi contro la delibera per i mercati coperti, sostenuta dal coordinamento dei comitati cittadini NoPup, che difendono i quartieri di Roma dalle speculazioni urbanistiche, trova in effetti riscontro anche nell’azione svolta proprio due anni fa dal consigliere del PD Dario Nanni che dopo aver presentato un esposto all’Avvocatura del Comune ha ottenuto che la delibera venisse rivista e fosse più chiara in merito alle stime effettuate e alla procedura concorsuale utilizzata.
Una questione non risolta
Ma, ad oggi la delibera per i mercati coperti non è chiara, la linea di confine che demarca l’opportunità di riqualificare delle zone pubbliche mal si concilia con l’interesse di una società privata. Senza volumi e stime dei valori effettivi degli immobili e degli spazi dei mercati risulta difficile porre dei limiti. In questo momento, sostengono le parti sociali, è come se si autorizzasse un estraneo ad entrare in casa propria come se fosse il padrone.
Il Comune, dal canto suo, sostiene che l’incarico è stato assegnato alla Cam in quanto già detentrice della manutenzione dei parcheggi per quelle aree, i NoPup attraverso la loro portavoce Anna Maria Bianchi, dichiarano invece che la delibera per i mercati coperti con il suo scambio immobiliare è rischiosa e penalizzante non solo per i cittadini, ma anche per gli stessi operatori dei mercati.
La richiesta a questo punto è solo ottenere trasparenza. Bisognerà attendere quanto possa in effetti essere possibile aprire un confronto con una giunta e un sindaco che affannano nello spiegare ai diretti interessati il perché di alcune scelte che in effetti sembrano meno logiche di quanto vogliano far credere.
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