Estate Romana. Mollicone (PDL): nostalgia canaglia per il bravo Nicolini Nel replicare in maniera garbata e rispettosa all’architetto Nicolini, rispettando in lui l’avversario politico e l’ideatore dell’estate romana, non possiamo che rispondergli con una battuta, invitandolo a non farsi assalire dalla “nostalgia canaglia” di una Roma che non c’è più, nella quale le periferie si estendono ben oltre il Pigneto, che ormai è nel cuore della città, e di un diorama culturale profondamente cambiato. E’ scorretto e sbagliato considerare una manifestazione di Piazza del Popolo come simbolo di un’itera stagione dell’estate romana, che è stata completamente riconfigurata attraverso il riconoscimento sacrosanto di quelle manifestazioni che hanno fatto la storia ventennale dell’estate romana, così come ideata dallo stesso Nicolini. E dall’altra, le nuove proposte o il consolidamento di altre manifestazioni che stanno ridefinendo una nuova estate di Roma e dei romani, che si rappresenta come una sintesi tra l’immaginario tradizionale e i nuovi linguaggi del contemporaneo.
Se proprio si vuole cercare un simbolo dell’estate romana, al di là di schematismi ideologici che oggi non hanno più senso né significato, la si può rintracciare nella reinterpretazione della girandola di Castel Sant’Angelo, che ha incantato migliaia di romani e turisti sospendendo il tempo dinanzi agli splendidi fuochi pirotecnici, simbolo dell’unione tra la celebrazione del sacro, i Santi Pietro e Paolo, e il profano della festa popolare. O ancora, la riscoperta celebrazione della quasi estinta festa di San Giovanni, con la piazza piena ad ascoltare le musiche rinascimentali e quelle contemporanee nella splendida operazione futuro-antico di Angelo Branduardi. Per anni la sinistra ha provato inutilmente a destrutturate le tradizioni popolari scritte, ancor prima che nel nostro patrimonio culturale, nell’immaginario personale di ciascuno di noi. Ma non c’è riuscita. Se proprio si vuole una lettura di questa nuova stagione dell’estate romana, pur rispettando chi l’ideò col semplice ma necessario tentativo di coinvolgimento delle periferie nel mondo culturale della città, credo sia quella della riaffermazione delle nostre tradizioni, che sono, queste sì, il motivo trainante che richiama milioni di turisti da tutto il mondo.
Lo dichiara Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura del Comune di Roma
01 / 07 / 2009
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