Il percorso della metro C a Roma: l'insoddisfazione per la funzionalità. Tutta italiana.

Il percorso della metro C di Roma si snoda per circa 20 km, collegando i quartieri della periferia est al centro della capitale. Ad oggi sono state completate le prime due tratte, collegando così Monte Compatri/Pantano a Piazza Lodi.

Le inaugurazioni della Metro C

Il 9 novembre 2014 è stata inaugurata la prima tratta della nuova metro a Roma (www.muoversiaroma.it). All’evento c’erano proprio tutti: Sindaco, addetti ai lavori, ma soprattutto cittadini che, dopo quasi dieci anni, hanno visto venire alla luce la terza linea di metropolitana.

Il percorso della prima tratta della metro C scorre per 12,7 km e copre 15 stazioni. Ogni treno ha una capienza di 1.200 passeggeri con 204 posti a sedere.

Il 29 giugno 2015, invece, si è assistitito al taglio del nastro per la seconda tratta: Centocelle - Piazza Lodi. Ovviamente, anche in questo caso grandi presenze: sindaco, assessori e Ministro dei Trasporti, Graziano Delrio.

La mC (che, sia chiaro, non sta per metro cubico) è stata consegnata in netto ritardo rispetto ai piani iniziali ma, come si dice: meglio tardi che mai.

Il percorso complessivo, ora, è di 18,5 km per un totale di 21 stazioni: sono infatti state aperte Mirti, Gardenie, Teano, Malatesta, Pigneto e Lodi.

Prossimo obiettivo: San Giovanni e Fori Imperiali, previsti per il 2016 (forse).

Un'opera tutta italiana

E' il caso di dirlo: questa è un'opera veramente made in Italy. E non parlo delle aziende che ci hanno lavorato o degli ingegneri che l'hanno progettata, ma di tutta quella solita serie di polemiche, lamentele e discussioni che accompagnano qualsiasi cosa accada in questo Paese.

Già dal primo guasto si è levato alto il coro di coloro che discutevano la funzionalità della metro. Mettiamoci poi i soliti scandali sui costi, i ritardi, la terza tratta che forse aprirà tra altri due anni ed ecco qui: il gioco è fatto.

Insomma, l'abbiamo aspettata per anni e adesso non ci va bene. Ormai l'insoddisfazione è sentimento comune e generale, ma è anche vero che lamentarsi è diventato il primo sport nazionale.

Rimane solo una certezza: Roma fa sempre fatica a mettersi al passo con le altre grandi capitali. In fondo non è una città come le altre e non lo sarà mai.

Orari di servizio e costo del biglietto

L’orario di servizio è stato allineato a quello delle altre due linee romane: dalle 5:30 alle 23:30, tutti i giorni, con frequenza di un treno ogni 12 minuti circa. Invariato anche il prezzo del biglietto: € 1.50, come per le altre linee.

Gli abbonamenti Atac

Lo stesso discorso vale per gli abbonamenti; mantengono condizioni e prezzi delle altre linee. I principali sono:

  • Mensile personale: € 35,00
  • Mensile impersonale: € 53,00
  • Annuale Roma: € 250,00

I tipi di abbonamento disponibili sono molteplici; studenti e over 65, ad esempio, possono usufruire di particolari vantaggi. Sono tutti disponibili sul sito www.atac.roma.it.

La metro che si guida da sola

Sui treni del percorso della metro C non troverete mai un conducente. La metro è infatti controllata da un sistema di automazione integrale “driverless”, gestito dal personale della centrale operativa.

I tecnici si occupano dell’avvio automatico dei treni, del controllo e la gestione della posizione, la direzione di marcia, la velocità e la distanza tra un treno e l’altro. Sono attivi costanti sistemi di videosorveglianza e un sistema di comunicazione audio/video tra la centrale e i treni e le fermate (www.metrocspa.it).

I sistemi per la sicurezza dei passeggeri

Nelle stazioni sono state installate porte automatiche di banchina che si aprono solamente all’arrivo del treno, nello stesso istante in cui vengono aperte le porte del vagone. Questo ovviamente per evitare “accidentali” cadute sui binari; la separazione tra la banchina d’attesa e i binari è netta.

Tutte le fermate della nuova Metro C

La nuova metropolitana corre in parallelo alla via Casilina. Le 21 fermate del percorso della nuova metro C sono:

  • Monte Compatri/Pantano
  • Graniti
  • Finocchio
  • Bolognetta
  • Borghesiana
  • Due Leoni/Fontana Candida
  • Grotte Celoni
  • Torre Gaia
  • Torre Angela
  • Torrenova
  • Giardinetti
  • Torre Maura
  • Torre Spaccata
  • Alessandrino
  • Parco di Centocelle
  • Mirti
  • Gardenie
  • Teano
  • Malatesta
  • Pigneto
  • Lodi

Dal capolinea Parco di Centocelle è possibile prendere la nuova linea 50 express (che sostituisce la 105l) che, fermando a Casilina/Tor Pignattara, Ponte Casilino, Piazza di Porta Maggiore e Piazza Vittorio Emanuele arriva alla Stazione Termini, principale nodo di scambio con le linee A e B (www.viaggiacon.atac.roma.it).

Girovagando sulla Metro C: reportage di Giulia Perconti (19/11/14)

Siamo andati a farci un giro su questa famosa Metro C di Roma. Siamo partiti dalla stazione di Torre Maura fino al capolinea Parco di Centocelle e poi siamo tornati indietro. Ecco quello che abbiamo visto.

Torre Maura: c’è nessuno?

Parcheggiamo davanti alla stazione (abbiamo trovato subito posto) e scendiamo le scale, incontrando solo un signore e un ragazzino. L’ambiente è nuovo, pulito, quasi immacolato. I tornelli, moderni ed efficienti, ricordano vagamente la Tube di Londra. Addio alle sbarre di ferro che ruotano, benvenute “porte” scorrevoli. Sulla banchina d’attesa, solamente due persone. Il tabellone c’informa che per Parco di Centocelle il tempo di attesa è di 2 minuti. Incredibile ma vero, due minuti dopo il vagone arriva.

L’interno

Per entrare bisogna aspettare l’apertura della doppia porta. Quella del vagone, e poi quella della banchina. Dentro, tutto è molto pulito. I sedili sono color grigio chiaro, le luci piacevoli, c’è un forte odore di nuovo. Sulle pareti, degli schermi luminosi indicano la fermata successiva in italiano e in inglese. Alla fermata di Torre Spaccata, piccolo inconveniente. Le porte si aprono, qualcuno scende e qualcuno sale, ma poi ci blocchiamo per un paio di minuti. Le porte interne, quelle del vagone, si aprono e si richiudono varie volte, finché una voce c’informa che la procedura d’emergenza di apertura delle porte è stata attivata e che il personale della metro arriverà immediatamente. Noi ci guardiamo l’un l’altro un po’ incuriositi, ma in realtà non c’è niente di cui preoccuparsi: le porte si chiudono definitivamente e si riparte.

Il capolinea

Scendiamo all’attuale capolinea, Parco di Centocelle. Quando la metropolitana sarà terminata, il capolinea sarà molto molto più lontano: piazzale Clodio. Qui c’è già più gente, la stazione è pulita e ordinata e si affaccia direttamente sulla via Casilina, a pochi metri dall’incrocio con via Palmiro Togliatti, ottimo punto di partenza per raggiungere la stazione Termini.

Metro C: piace o no?

Nel viaggio di ritorno, parliamo con qualcuno. Monica Bonamassa viene da Borghesiana e, alla domanda se questa metro sia funzionale o no, risponde così: “E’ utile perché mi permette di evitare il traffico su via Casilina, anche se attualmente non risolve completamente il problema perché termina a Centocelle e devo comunque farmi il traffico fino a Termini. Diciamo che guadagno 10-15 minuti. Sarà molto più utile quando finirà a S. Giovanni. E poi adesso un treno ogni 11 minuti è troppo poco”. Poi conclude il suo racconto con un’interessante osservazione: “Io la prendo sempre e in due settimane la gente si è moltiplicata”.

Insomma, i romani stanno prendendo confidenza con questa nuova possibilità. Dopo qualche minuto, sale a bordo un simpatico campano che, a quanto pare, ama appassionatamente la metro C. “Sembra il salotto di casa mia. Guarda che luci, e che materiale! E’ accogliente, curata!”. Una signora esprime la sua insoddisfazione, dicendo che è collegata male, non va fino a Termini. “Ua’ signo’, non va mai bene niente! E poi non è vero, se scende al Parco di Centocelle ci stann’ i collegament’!”. Scendiamo alla stessa fermata del nostro amico partenopeo e lui, come la più brava delle guide turistiche non saprebbe fare, ci racconta la metro C. I ragazzi che vanno a scuola sono contentissimi, dice, perché possono dormire un po’ di più la mattina. Anche i supermercati, il McDonald e i negozi su via Casilina sono favorevoli, perché raggiungerli sarà più facile.

“Guarda che bella stazione! Presto qui apriranno i tabaccai e i bar, è bellissima! E la sicurezza, la doppia porta è perfetta e se succede qualcosa si può aprire da dentro con le maniglie antipanico! Io l’ho studiata questa metro!”. E’ proprio innamorato di questa terza linea romana perché, dice, “si respira”, intendendo dire che non c’è la confusione solita delle altre linee. “Quando sarà finita, tutti la vorranno prendere”. E conclude così.

Noi ci dedichiamo a un addetto alla sicurezza. Gli chiediamo com’è lavorare qui, se ci sono già stati episodi di vandalismo. Ci dice di no, ma poi precisa: “Non ancora”.

Ha lavorato anche sulla linea B e ci racconta che lì può succedere veramente di tutto.

Dai vandali ai borseggiatori, ne ha viste veramente tante. Gli chiediamo in che modo loro possano intervenire in casi di furto e ci guarda rassegnato. C’è una sorta di “intoccabilità” verso alcuni. Ad esempio gli zingari, ci spiega, spesso mandano i minorenni, che, anche se vengono presi, il giorno dopo vengono riaffidati ai genitori. Tutto inutile, insomma.

“Ma è la mentalità nostra sbagliata”, ci dice. “All’estero non è così, io sono stato a Londra e negli Stati Uniti, lì ‘ste cose non succedono. Nessuno prova a scavalcare ai tornelli o a fregare”. E poi amplia il discorso ai fatti di Tor Sapienza. “Ti chiamano razzista o fascista ma non è così. Io conosco gente che abita lì, la sera su via Morandi è pieno di travestiti e prostitute. Perché non fanno il quartiere a luci rosse come ad Amsterdam?”.

Dopo un po’ alleggeriamo il tiro e riportiamo il discorso sulla metro C. Lui la usa per andare a Termini, scendendo a Parco di Centocelle e prendendo il 50express che, ci dice, in venti minuti ti porta alla stazione. E, tornando alla sicurezza, ammette che la nuova linea è ben attrezzata per prevenire i gesti di vandalismo. Tante telecamere sono state installate, sia nelle stazioni che sui vagoni. “I carabinieri passano a controllare”, ci racconta e ci dice che ha sentito dire, “Ma è una voce non lo so se è vero”, che vorrebbero mettere il lettore dei biglietti anche all’uscita, come a Londra. “Le macchine sono già predisposte”.

Dopo questa lunga chiacchierata, noi ringraziamo e ce ne andiamo. Di gente, anche in uscita, ce n’è davvero pochissima. Ma forse è questione di pazientare, diamoci tempo.

Ci vediamo tra qualche mese, Metro C!

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