Juventus 3 - Roma 0: giallorossi fuori dalla Coppa Italia Non si può parlare di calcio spettacolo dopo aver disputato una partita con il Cesena, per quanto vinta 5-1. Lo doveva immaginare la Roma, soprattutto in vista dell’impegno in Coppa contro la Juventus di Conte. Che è, e resta, l’imbattuta rivoluzionaria della serie A in questa prima metà di campionato.
Le scelte vincenti di Conte
Ciò che ha stupito, tuttavia, è stata (più della non-concentrazione iniziale della Roma) l’incredibile capacità della Juventus di coprire perfettamente tutti gli spazi, dosando saggiamente la copertura “a uomo” con quella “a zona”. L’inedito modulo con cui i bianconeri hanno affrontato la squadra della Capitale è stato praticamente un 3-5-2: Storari tra i pali; Bonucci, Barzagli e Chiellini centrali difensivi; Pirlo mediano regista; Del Piero e Borriello terminali offensivi supportati (ed è stata questa la mossa vincente) da Giaccherini ed Estigarribia esterni alti, con la copertura e gli inserimenti di Lichtsteiner e Marrone esterni bassi.
La Juventus fino a ora aveva riproposto il modulo storico del Brasile (il 4-2-4); ma si è resa conto, dall’incontro in campionato, che slanciare troppo la squadra contro una Roma tutta possesso palla poteva rivelarsi una soluzione pericolosa: da qui, probabilmente, la scelta tecnica di Conte, che contando su (non una, bensì) due coppie d’esterni ha potuto dosare le forze e permettere inserimenti continui e sempre freschi oltre, chiaramente, a creare sostanza a centrocampo.
Colpe e non della Roma
Stekelenburg non ha colpe particolari sui gol: il più delle volte è l’attaccante a sbagliare gli uno contro uno; quindi possiamo affermare con sicurezza che è stato Giaccherini a non sbagliare, e non il portiere della Roma a farla passare. Del Piero, che ha finalmente firmato la prima rete stagionale nel nuovo stadio juventino, ha segnato alla Del Piero: il suo è stato un colpo da campione. Riguardo l’autogol di Kjaer, lasciamo stare. Onesto Taddei, il quale ha ammesso che la squadra non era entrata in campo al 100% della concentrazione e che, senza, si rischia di perdere anche con le squadre di serie B. Non pervenuti Bojan e Josè Angel; limitato soprattutto da Chiellini il primo, evidentemente inefficace sia in copertura che in fase d’attacco il secondo.
Brutto sbalzo di umore per Lamela, che viene espulso per un fallo di stizza (dice l’argentino “sono stato provocato”). Incapacità totale di Kjaer in ogni sua mossa (eccezion fatta per l’ennesimo salvataggio sulla linea di porta, arte in cui il danese sembra essere maestro), invisibilità di Capitan Totti. Sempre efficienti, invece, abbiamo visto Gago, Pjanic e Borini (subentrato a Bojan nel secondo tempo). Ma sarebbe ingiusto fare processi e distribuire grandi colpe. Più che una piccola Roma, si è vista in verità una grande Juve.
di Michele G. Picozzi
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