La Stazione di Roma Termini
La stazione di Roma Termini costituisce il più importante scalo ferroviario della città di Roma e d'Italia. Dopo l'apertura delle prime due linee ferroviarie dello Stato Pontificio si pose il problema di dare un assetto al nodo ferroviario di Roma e di decidere se Roma avrebbe avuto un'unica stazione centrale o una stazione per ciascuna linea.
Su pressione di monsignor de Merode che aveva interessi nella zona di Termini e dell'attuale via Nazionale, prevalse la prima ipotesi e per la nuova stazione venne individuata l'area di Termini. Questa, situata sul colle dell'Esquilino, prende il nome dalle antiche Terme di Diocleziano.
La nuova stazione si caratterizza per la lunga sinuosa pensilina in cemento popolarmente chiamata "il dinosauro", che fino a non molto tempo fa conservava volutamente sul fronte le macchie di fumo di un incendio scoppiato al principio degli anni settanta e per l'edificio degli uffici, la cui orizzontalità è accentuata dalle sottili finestre continue.
L'accesso ai treni avviene tramite la Galleria Gommata, una vera e propria strada pedonale trasversale che collega via Giolitti a via Marsala, dalla quale sono immediatamente raggiungibili tutti i principali servizi di stazione. La Galleria offre un'ampia offerta di esercizi commerciali che formano, insieme con il piano sotto terra, il Forum.
Ristrutturata in occasione del Giubileo del 2000, la stazione è divenuta un importante punto di riferimento per turisti e cittadini romani, soprattutto grazie alla presenza di numerosi servizi quali il Forum Termini, un grande centro commerciale situato nella stazione. l terminal ferroviario è composto da 29 binari tronchi, 22 dei quali raggiungono la galleria gommata, 4 sono dedicati alle cosiddette "Linee Laziali", e 2, senza pensilina, sono stati ricavati da ex binari di servizio.
La circolazione è regolata da un sistema ACC (Apparato Centrale Computerizzato), il primo e finora il maggiore installato in Italia. Prima, era attivo un Apparato Centrale a Leve, costituito da oltre 750 “maniglioni”, tramite i quali venivano formati gli itinerari di ingresso e di uscita dei treni. Il vecchio apparato era manovrato da più persone contemporaneamente, dirette a voce da un coordinatore situato su una pedana.
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