Museo Shoah a Roma: per non dimenticare gli orrori
Il Campidoglio si pronuncia: via al progetto del museo nazionale dedicato all’Olocausto. L’edificio sarà costruito ed allestito a villa Torlonia, che fu la residenza privata del dittatore Mussolini. Il Museo della Shoah a Roma ha ottenuto voti unanimi per la sua realizzazione, accendendo sentimenti positivi e di commozione sincera. Il presidente della Comunità Ebraica, Riccardo Pacifici, si è pronunciato in modo estremamente emozionato e fiero.
Il via del museo: pensieri, parole, fatti
“Il museo della Shoah a Roma non è tanto un dono per la Comunità Ebraica, quanto un bene per la Capitale e per la nazione” ha riferito il sindaco durante l’assemblea capitolina “e sarà un centro di grande valore culturale e didattico; simboleggerà un omaggio alla tragedia più grande accaduta del 900”.
Così si è pronunciato Alemanno, entusiasta per il programma di apertura dei cantieri. Il museo della Shoah a Roma sorgerà come un grande cubo nero, che porterà l’incisione dei nomi delle vittime italiane dell’Olocausto. Gli architetti Luca Zevi e Giorgio Tamburini hanno già firmato il progetto per iniziare i lavori; il costo è considerato intorno ai 21 milioni di euro e si partirà con la realizzazione entro il 2013: un’ottima prospettiva in fatto di tempistiche, dato che la delibera per il progetto è stata ricevuta alla vigilia della Giornata della Memoria.
“Sono estremamente orgoglioso di essere cittadino romano” dice Riccardo Pacifici “ed approvare un progetto così importante, in occasione del periodo della Memoria, mi commuove“.
Reazione a catena: oltre al museo, proposte per la stazione Tiburtina
Cogliendo l’occasione, Umberto Marroni, il capogruppo del PD si è pronunciato: “Il luogo scelto per la costruzione del museo non è casuale: erigerlo nella ex villa di Mussolini ci permette di rafforzare l’intenzione di ricordare le tragedie legate a quel periodo, dove gli uomini con le più disparate diversità hanno subito gravi ripercussioni fisiche e psicologiche. Il museo della Shoah a Roma sarà un riferimento per le future generazioni: far ricordare chiaramente l’accaduto perché disgrazie del genere non si ripetano più”.
Quando si entrerà nel museo della Shoah a Roma non si potrà non pensare anche ai cambiamenti che potrebbero essere effettuati in parallelo. Francesco Rutelli infatti ha proposto di intitolare la stazione Tiburtina al 16 ottobre 1943, una delle date più cruente per quanto riguarda la deportazione degli ebrei di Roma. “Dalla stazione Tiburtina” spiega il leader dell’API “sono partiti molti convogli della morte diretti ai campi di concentramento di Auschwitz; mi pare corretto rendere memoria anche ai viaggi stessi che gli ebrei hanno sopportato”.
Un tributo importante che sicuramente renderà onore a tutte quelle vittime che, per episodi di follia umana, hanno perso tutto.
Eleonora Tronci
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