Roma 1 - Cluj 2: catastrofe giallorossa La Roma è caduta sotto i colpi del Cluj, la Cenerentola del girone. Per due reti ad uno. Come a Palermo, i giallorossi si sono lasciati dapprima rimontare quindi sorpassare. Alla prima difficoltà, si sono disuniti. E i reparti, separati. Sono stati sufficienti dieci minuti a Juan Culio per recuperare il colpo di testa vincente di Panucci, preceduto da un palo di Vučinić. Dopodiché, ancora una volta, De Rossi & Co. non hanno più reagito. Tra l’incredulità del pubblico. E degli stessi romeni. Siglato il pareggio, il Cluj non si è arrestato. Cadù, De Souza e lo scatenato Juan Culio hanno calciato almeno cinque volte verso la porta di Doni. Mentre la Roma rimaneva a guardare.
Allo scadere della prima frazione, i fischi preoccupati dell’Olimpico hanno accompagnato i romanisti nello spogliatoio. La musica in campo, tuttavia, non è mutata nella ripresa. Fino al 49’. Cross dal settore mancino, Cassetti tenta il rinvio di testa, ma la sfera ricade al limite dell’area davanti a Juan Culio. Coordinazione dell’argentino, sinistro al volo e gol. Stadio in silenzio. Immobile. Spalletti ha allora tentato di cambiare il corso della gara, peraltro ormai segnata. Dentro Totti — acclamatissimo dai tifosi sin dal riscaldamento —; fuori uno spento Riise, beccato dal pubblico per l’eccessiva lentezza con la quale ha abbandonato il rettangolo verde. Il norvegese ha poi anche mostrato un’espressione non del tutto felice, sedutosi in panchina. Poco male. Era necessario recuperare una partita, che stava assumendo contorni fantascientifici. Invece, il nulla.
Alvaro Pereira sembrava una scheggia, lì a sinistra, contro Cicinho e Taddei. Una traversa del Cluj, colpita dal subentrato Peralta è stato il segnale. Il tecnico toscano ha quindi calato l’ultima carta dal mazzo. Montella, al posto di Taddei. Ma non è stato sufficiente. Anzi. La Roma ha chiuso la gara con un possesso palla superiore rispetto agli avversari, che tuttavia hanno calciato in nove occasioni verso il numero 32 brasiliano; laddove i giallorossi hanno tentato per quattro volte di sorprendere lo svelto Stăncioiu.
Una squadra brutta, quella di Spalletti, senza creatività e carente sotto l’aspetto psicologico. Non a caso, dopo 25.382 fischi piovuti dagli spalti al fischio finale di Baskakov, Rosella Sensi si è recata negli spogliatoi, rimanendoci più di mezz’ora. «Non è possibile giocare così male. Cosa succede? Sabato sera, contro la Reggina, dovete dimostrare il vostro valore», i concetti espressi dal neo presidente. Il mattatore della serata, Juan Culio ha individuato le cause del momento critico romanista in un problema di idee e di lucidità. È ancora presto per parlare di crisi? tratto da romanews.eu
Benedetto Saccà
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