TRACOLLO gialloRUSSO
Non ci posso credere non ci credo non ci posso credere. Questo basterebbe a descrivere lo stato di ogni romanista mercoledì sera. Ma non basta, se la mia intenzione è darvi un’idea di cosa è stata la partita a Brescia. Non basta a farvi immaginare una difesa che, stufa di prendere gol perché troppo avanti, arretra, ma troppo, e permette a Hetemaj (chi?) di andare in rete. Non basta a farvi capire cosa abbiano significato 3 falli da calcio di rigore (5, se vogliamo essere romanisti) non assegnati. Non basta a farvi capire l’odio per un altro calcio di rigore (per loro, naturalmente, e irregolare) assegnato. Non basta a farvi pensare la rabbia di Phil Mexes in quel momento e la conseguente espulsione. Non riesce a farvi vedere Julio Serhio in lacrime dopo l’infortunio, ma in campo fino all’ultimo minuto. Ma quel primo sfogo di pensieri non basterebbe nemmeno a farvi capire cosa abbia significato vedere un Adriano in forma che tenta il gol in rovesciata, o rivedere un Cicinho più attivo che mai, come se negli ultimi anni avesse sempre giocato da titolare. … O quel pallone scagliato da Borriello, finito in quell’unico buco dove poteva entrare. Tutto questo è stato Brescia 2- 1 Roma. Ma se siete romanisti almeno quanto lo sono io, allora capirete che questo è il momento di amare la nostra squadra. Senza riserve e con lo slancio di chi è primo in classifica. Dirò solo un “peccato”. “Peccato” cosa? Peccato che Mexes sia stato trattenuto dai compagni, dopo l’espulsione. Certe persone dovrebbero arbitrare solo partite di calcio… balilla. Di Michele G. Picozzi
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